City Flows 2026
In breve
Quanto è davvero libera la nostra mobilità?
Una domanda in apparenza molto semplice, una persona con disabilità può muoversi in autonomia, in sicurezza e con la stessa libertà di chiunque altro?
L’edizione 2026 è stata dedicata al tema “Disabilità e diritto alla mobilità autonoma, sicura e inclusiva” e partirà da un presupposto: la disabilità non è un tema “di settore”, ma la lente attraverso cui valutare se un sistema di mobilità funziona davvero. Una città accessibile non migliora la vita solo delle persone con disabilità: è una città migliore per tutti.
Tavola rotonda: Progettare la mobilità per tutte e tutti: quando un sistema produce esclusione?
Chi può davvero muoversi in autonomia nelle nostre città? Per chi stiamo progettando infrastrutture, servizi e spazi pubblici? Quali scelte trasformano una condizione individuale in una barriera collettiva?
La tavola rotonda con:
- Federico Parolotto, Membro del Board of Directors di Mobilità in Città e CEO di MIC-HUB
- Valentina Tomirotti, Giornalista, autrice e accessibility advocate
- Vincenzo Falabella, Presidente Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH)
- Barbara Centrone, Ricercatrice e formatrice in Disability Studies e Neurodiversity
- Ivano Marchiol, Assessore ai Lavori Pubblici, Viabilità e Verde Pubblico, Comune di Udine
Attraverso prospettive progettuali, istituzionali, accademiche e di rappresentanza, la discussione ha messo al centro il rapporto tra persone e contesto, mostrando come siano le scelte urbanistiche, organizzative e politiche a determinare chi può accedere a servizi, opportunità e spazi della vita quotidiana e chi, invece, rischia di restarne escluso.
Action Lab: Politiche e strumenti per uno spazio pubblico più accessibile
La Fondazione ha curato l’Action Lab “Politiche e strumenti per uno spazio pubblico più accessibile”, un momento di lavoro collettivo per individuare strumenti e approcci concreti per trasformare lo spazio pubblico.
L’accessibilità non è solo una questione di eliminazione delle barriere, ma riguarda la capacità di costruire ambienti urbani in cui persone diverse possano muoversi, orientarsi e partecipare alla vita della città in autonomia e sicurezza.
Il laboratorio, condotto da Gaia Sgaramella, Valentina Giacomelli e Delia Valastro, con la facilitazione di Commonground, ha coinvolto i partecipanti per individuare strumenti, processi approcci concreti per trasformare lo spazio pubblico.
L’obiettivo dell’Action Lab
Il laboratorio ha provato a rispondere a una domanda:
quali strumenti possono rendere l’accessibilità una componente strutturale delle politiche urbane e dei processi decisionali?
Il confronto non si è concentrato su singole soluzioni progettuali, ma sui meccanismi che consentono alle città di cambiare: governance, semplificazione amministrativa, integrazione tra settori, utilizzo dei dati, strumenti normativi e modelli di collaborazione tra soggetti pubblici, privati e comunità locali.
I temi emersi dal confronto
Chi definiamo oggi come utente vulnerabile? E rispetto a chi?
Il confronto ha evidenziato la necessità di superare una lettura eccessivamente rigida delle categorie di utenti. Le persone assumono ruoli diversi nello spazio urbano e la vulnerabilità dipende anche dalle caratteristiche dell’ambiente e dalle relazioni tra utenti differenti.
Questo apre una questione anche per gli strumenti di governance: chi viene riconosciuto dalle politiche pubbliche viene più facilmente rappresentato, tutelato e destinatario di risorse?
Dati, rappresentazione e decisioni
La raccolta delle informazioni influenza direttamente la capacità delle amministrazioni di riconoscere i problemi e definire le priorità.
Dati quantitativi, osservazioni sul campo e conoscenza delle comunità possono essere utilizzati insieme per costruire un quadro più completo dei bisogni di mobilità.
Strumenti come i Piani degli Spostamenti Casa-Lavoro, dove è presente un mobility manager, possono inoltre diventare occasioni per raccogliere informazioni sui comportamenti di mobilità e utilizzare il dato come leva per accompagnare il cambiamento.
Imparare a condividere la strada
L’accessibilità riguarda anche comportamenti, competenze e consapevolezza.
Tra le proposte discusse è emersa l’opportunità di rafforzare la conoscenza delle esigenze di ciclisti, pedoni e altri utenti della strada nei percorsi di formazione dei conducenti.
Allo stesso modo, programmi di educazione alla mobilità sicura nelle scuole, integrati nei percorsi di educazione civica, possono contribuire a costruire fin dall’infanzia una cultura della mobilità fondata sulla responsabilità e sulla condivisione dello spazio pubblico.
Il ruolo di Fondazione Mobilità in Città
Fondazione Mobilità in Città ETS è un centro di competenza dedicato allo sviluppo di politiche urbane per una mobilità più sostenibile, sicura e accessibile.
Attraverso attività di ricerca, supporto alle amministrazioni e costruzione di reti tra enti locali, la Fondazione promuove strumenti e processi di innovazione capaci di accompagnare il cambiamento delle città.
L’Action Lab di City Flows si inserisce in questo percorso: creare occasioni di confronto tra competenze diverse e trasformare il dibattito sull’accessibilità in strumenti, politiche e pratiche concretamente applicabili dalle città.
City Flows si inserisce nell’ambito della EUROPEAN MOBILITY WEEK ed è un evento di:
Fondazione Unipolis ETS – European Transport Safety Council – Consigli Regionali Unipol
In partnership con: Università degli Studi della Basilicata – Fondazione Mobilità in Città ETS – FISH – ANGLAT
Con il patrocinio di: POLIS – ANCI – ACI – Regione Basilicata – Comune di Matera – Forum Italiano sulla Disabilità
In collaborazione con: Ordine degli Architetti PPC – Collegio Geometri e Geometri Laureati – Ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera






